Un errore fondamentale che facciamo nella pratica del SEO è quello di trattare tutti i siti allo stesso modo. Ci comportiamo come se non ci fosse differenza tra le aziende. Dobbiamo ripensare il nostro approccio ed adattarlo a seconda del sito e del modello di busineess su cui vogliamo lavorare.

I siti internet sono apparentemente uguali, hanno tutti una homepage e una struttura di collegamento interna, ma quando scendiamo nel dettaglio, le cose iniziano a farsi differenti.

Il contenuto, la scrittura di articoli e quindi la presenza di un blog è spesso promosso e definito come il fattore più importante nel SEO – ma vale per tutti? Amazon dovrebbe assumere 100 scrittori e creare un blog per portare la sua attività ad un livello successivo? No! Amazon ha un blog https://blog.aboutamazon.com ma lo usa semplicemente per comunicazioni riguardanti la propria azienda, non per scrivere articoli sui prodotti che vende per dare informazioni agli utenti e portarli all’acquisto.

Siti diversi richiedono approcci diversi al SEO, ma molti di noi continuano a trattare i siti internet come se fossimo ancora nel 2001.

Ma è il 2019. E nel 2019, gli algoritmi di apprendimento automatico e la forte attenzione di Google sull’esperienza dell’utente richiedono un approccio personalizzato al SEO.
Questo sviluppo è già iniziato nel 2013 con Hummingbird, l’algoritmo di Google, rilasciato il 30 agosto 2013 e operativo dal 26 settembre dello stesso anno, ma non ci siamo ancora adattati.

Se il primo errore è quello di eseguire lo stesso approccio SEO su diversi modelli di business, il secondo è pensare che tutti i fattori di classificazione si applichino a query diverse allo stesso modo.
Esistono differenze significative tra l’importanza dei fattori di classificazione per un settore rispetto all’altro, come mostrato negli studi sui fattori di classificazione di Searchmetrics per settori diversi.

In altre parole, i fattori di classificazione sono specifici del settore – o meglio: specifici della query . E ha perfettamente senso: perché Google non dovrebbe ponderare i fattori di classificazione (o segnali) in modo diverso a seconda del settore in cui vengono applicati?
Le persone hanno tra di loro caratteristiche diverse in base all’educazione familiare, alla formazione scolastica e al lavoro che svolgono, quindi l’approcio che avranno rivolgendosi al settore che conoscono e in cui operano sarà diverso rispetto all’approcio verso un settore poco conosciuto.

Facciamo un esempio banale: un architetto che quindi opera nel settore dell’edilizia, nel momento in cui cercherà un’informazione o vorrà fare un acquisto riguardante il proprio lavoro, avrà un approcio molto tecnico e le informazioni che cercherà saranno estremamente dettagliate.
Nel momento invece in cui vorrà acquistare un paio di scarpe sneaker, si limiterà a ricercare informazioni in generale e più facilmente vorrà solo conoscere il parere di chi le ha già acquistate.

Una volta entrati nel dettaglio del settore dobbiamo però andare ancor più a fondo, perchè se anche le ziende operano nello stesso settore possono però rivolgersi allo stesso pubblico ma in modo diverso.
Ad esempio, nel settore turistico, realtà importanti come Airbnb e i Marriott Hotel hanno modelli di business differenti anche se si rivolgono alla setssa tipologia di persone.

Quindi, se si vuole avere una buona strategia SEO, è necessario fare sempre un’attenta analisi di mercato e, di conseguenza, adattare la propria comunicazione.

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